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Fotografia planetaria

Fotografare la luna con la propria reflex digitale

Fotografare la luna è il primo passo per chi si avvicina all’astrofotografia, poiché richiede un’attrezzatura base da fotografo e pochi semplici software per elaborare le immagini.

Sin dai tempi antichi noi uomini siamo sempre stati affascinati dal nostro satellite al quale abbiamo assegnato molti significati.

Nell’antica mitologia greca veniva portata in cielo dalla dea Selene, sorella di Apollo, mentre per i romani assunse anche altri importanti significati legati alla fertilità e al parto.

Nell’epoca moderna sappiamo bene che la Luna in realtà è un gigantesco ammasso di roccia che molto probabilmente ha avuto origine da un distaccamento di roccia dalla nostra Terra dovuto ad un impatto avvenuto circa 4 miliardi di anni fa e da allora questo bianco volto si mostra a noi sempre con la stessa medesima faccia.

Sì, dico immagini perché nella fotografia planetaria si utilizza una tecnica chiamata lucky imaging. Consiste nel scattare molte foto (anche video dal quale estrarre i singoli fotogrammi, ma su questo aspetto la cosa diventa più complessa e vanno fatti alcuni chiarimenti fondamentali) e, utilizzando dei software come PiPP ed Autostakkert viene estratto il miglior dettaglio da ciascuna foto e ricombinato il tutto in una immagine finale molto più nitida e ricca di informazioni rispetto ai singoli scatti che vengono in gergo chiamati “frame”.

luna calante
Una foto della luna in fase calante realizzata con la mia Nikon D750 e un Explore Scientific 102/710 ED, 150 scatti totali

Quale attrezzatura usare per fotografare la luna?

  • Una macchina fotografica digitale reflex o mirrorless (le compatte/bridge sono sconsigliate)
  • Un teleobiettivo da 300mm in su
  • Un treppiede fotografico
  • (Opzionale) un intervallometro per pianificare gli scatti. Potete anche premere il pulsante di scatto a mano visto che si tratta di un centinaio di foto che richiederanno non più di un paio di minuti 🙂

Quali impostazioni usare?

  • Impostate il formato immagine su RAW o al massimo TIFF se la camera lo supporta. Non usate MAI il formato JPEG in astrofotografia, poiché è compresso e la compressione porta via informazione dall’immagine!
  • Il valore dell’ISO può essere basso, 100 o 200 poiché la luna è un soggetto molto luminoso. Al contrario di quanto si possa pensare ISO 200 è quello che dà migliori risultati rispetto ad ISO più bassi come 100
  • Impostate la modalità su M (manuale) perché volete che l’esposizione rimanga uniforme tra i vari scatti. Solitamente un’apertura di diaframma tra 5.6 e 7.1 e un tempo tra 1/10 – 1/125 di secondo sono sufficienti. Regolatevi con l’esposimetro della vostra camera per la combinazione ottimale!

Ultimo consiglio, poiché per effetto della rotazione terrestre la Luna tenderà a spostarsi lentamente nell’inquadratura, vi consiglio di partire con la luna nella posizione in basso a sinistra, lasciando un po’ di margine. Così facendo in un paio di minuti sarà ancora all’interno dell’inquadratura, questo è importante per evitare di ruotare la camera ed avere diverse angolazioni della Luna, cosa assolutamente da evitare!

Per l’elaborazione e una guida passo passo sull’intero processo vi lascio la playlist che trovate anche sul mio canale YouTube.

Se siete pronti al passo successivo e volete elaborare la versione “a colori” della luna, leggetevi l’articolo su come processare la Mineral Moon.

Cieli sereni!

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