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Il cielo di gennaio in astrofotografia: cosa fotografare

Buon 2021 a tutti e con l’arrivo di gennaio vediamo cosa offre il cielo notturno in termini di astrofotografia! Protagonisti indiscussi di questo mese sono Orione, come per il mese di dicembre, e l’Unicorno che si leva alto nei nostri cieli.

La costellazione di Orione la fa da padrone ancora nei nostri cieli, levandosi alla sua massima altezza e dandoci la possibilità di immortalare l’intero complesso nebulare.

Complesso nebulare di Orione

Complesso nebulare di Orione
Il meraviglioso campo inquadrato tra spada e cintura di Orione con le nebulose M42, Running Man, Testa di Cavallo e Fiamma.

Uno scatto a campo largo ci permette di prendere nello stesso campo inquadrato tutte le nebulose della regione: M42, Running Man, Testa di Cavallo e Fiamma, il Barnard Loop, la nebulosa Strega e altre meno conosciute. 🙂

Un cielo buio è caldamente consigliato per ottenere il massimo da questo genere si scatto, parliamo almeno di Bortle 3-4.

Camere a colori

  • Unit gain, bisogna cercare di trovare il giusto equilibrio tra elementi molto luminosi come M42 e altri estremamente deboli come la Strega. Con una ASI 294 MC userei 120, con una reflex invece ISO 800.
  • Filtri leggeri anti inquinamento luminoso. Non usate filtri troppo aggressivi in quanto M42 è ricchissima di colore!
  • Tempi di posa di 300 secondi, ma è consigliabile usare un approccio HDR per il nucleo di M42. Io farei un set a parte da 15s di posa solo per il nucleo della nebulosa di Orione. 🙂

Camere monocromatiche

  • Anche qui unit gain come per le camere a colori.
  • Filtri LRGB più Ha per potenziare le regioni di idrogeno ed applicare la banda stretta al rosso e alla luminanza
  • Tempi di posa come per le OSC, l’HDR è preferibile seppur il processo sia molto lungo con 4 filtri da utilizzare!

Nebulosa Rosetta

La nebulosa Rosetta immortalata con la mia Nikon D750 modificata nel 2019.

La nebulosa Rosetta è un ammasso di più nebulose ad emissione che danno forma ad una sorta di “occhio cosmico” che ci guarda dal profondo cielo. Spesso ironicamente associata anche all’occhio di Sauron, questa nebulosa è uno dei soggetti cult da fotografare del cielo invernale.

Si trova nella costellazione dell’Unicorno non molto distante dalla luminosissima Betelgeuse della vicina costellazione di Orione!

Essendo una nebulosa ad emissione con una bellissima regione di formazione stellare nella parte interna, il mio consiglio e di procedere in banda stretta.

Camere a colori

  • Gain alto per avere un rapporto SNR alto dovendo acquisire in banda stretta. Con la ASI 294 MC userei 120, con una reflex ISO 1600. Una reflex modificata è d’obbligo per questo soggetto.
  • Filtri multibanda stretta come l-eNhance o meglio ancora l-eXtreme.
  • Tempi di posa da 300s, con una reflex mi spingerei anche fino a 600s.

Camere monocromatiche

  • Anche qui gain alto come per le camere a colori. Con la mia ASI 1600 userei 200.
  • Filtri Ha e OIII per una elaborazione HOO, altrimenti palette di Hubble in SHO.
  • Tempi di posa da 300s

Nebulose Cono e Albero di Natale

Nebulose Cono ed Albero di Natale con la mia Nikon D750 modificata.

Il terzo ed ultimo soggetto di astrofotografia scelto per il mese di gennaio è il duo Cono-Albero di Natale.

Questa accoppiata si trova anch’essa nella costellazione dell’Unicorno, la Cono è una regione H II con una nebulosa oscura all’interno dalla quale prende il nome e che ricorda un cono, o quasi un piccolo vulcano. La nebulosa Albero di Natale è invece una nebulosa ad emissione la quale forma un po’ frastagliata ricorda un vero e proprio albero di Natale addobbato da una massiccia presenza di stelle giovani che nascono in questa regione.

Anche qui la banda stretta è d’obbligo, ma la mia preferenza è più verso una elaborazione in veri colori. 🙂

Camere a colori

  • Gain alto per avere un rapporto SNR alto dovendo acquisire in banda stretta. Con la ASI 294 MC userei 120, con una reflex ISO 1600. Una reflex modificata è d’obbligo per questo soggetto.
  • Filtri multibanda stretta come l-eNhance o meglio ancora l-eXtreme. Le stelle in RGB le recupereremo con il metodo Ballesteros.
  • Tempi di posa da 300s, con una reflex mi spingerei anche fino a 600s.

Camere monocromatiche

  • Anche qui gain alto come per le camere a colori. Con la mia ASI 1600 userei 200.
  • Filtri Ha e OIII per una elaborazione bicolore, altrimenti Ha e set RGB per un HaRGB.
  • Tempi di posa da 300s per l’Ha e OIII, 180s per i singoli canali RGB se come me siete possessori di una camera CMOS.

Questo è tutto ragazzi per il mese di gennaio per quanto riguarda l’astrofotografia! Come sempre vi aspetto anche sul canale YouTube per video su elaborazione ed acquisizione di immagini astronomiche!

Cieli sereni!

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